Il Governo prova a mandare gli italiani in vacanza.

La crisi sta mettendo in ginocchio tutti i settori dell’economia. Dal siderurgico, alle costruzioni, all’agroalimentare, alla ristorazione, al turismo. Mi fermo qui altrimenti l’elenco sarebbe lungo anzi interminabile. Tutti i settori, nessuno escluso sono a batter cassa.

Le giuste richieste degli operatori dei vari comparti, se soddisfatte dal Governo, avranno sicuramente una forte ricaduta sul prossimo bilancio.

Comunque, al di la delle problematiche tecniche, l’Italia o meglio gli Italiani stanno cercando di rimettere in moto, un passettino alla volta, una economia falcidiata dal virus.

Se posso esprimere un mio pensiero, sono convinto che, alcuni settori possono anche, seppure in modo non del tutto autonomo, rialzarsi, ma vi sono settori della nostra economia che continueranno a soffrire portandosi dietro per anni il risultato di questa pandemia. Tra questi il comparto maggiormente preoccupante è il comparto turistico. Da qui l’esigenza di coinvolgere il Governo affinché spinga per una ripresa immediata del settore. Ripresa che deve avvenire sia dal lato dell’offerta che della domanda.

Non è peregrina, l’idea del Governo di proporre degli incentivi a chi riconosce l’Italia quale meta turistica per le prossime vacanze. L’incentivo, la cui erogazione potrebbe avvenire con il meccanismo della detrazione fiscale avrebbe un incidenza sulle casse erariali di circa 1,5 miliardi.

Sull’idea vi è piena condivisione da parte dei ministri, i quali hanno condiviso la bozza del decreto nella quale si prevede, appunto, una detrazione da riconoscere ai lavoratori dipendenti e professionisti con un reddito compreso tra 7.500 euro e i 26 mila euro.

La detrazione, sarebbe pari ad euro 325 per un pernotto di 3 notti.

Al fine di incentivare il settore, si pensa addirittura di anticipare l’utilizzo della detrazione, facendola transitare direttamente dal datore di lavoro entro il mese successivo alla presentazione della richiesta.

Ciò che comunque preoccupa l’esecutivo è che una proposta del genere fatta in questo periodo di lockdown potrebbe creare false speranze. Resta di fatto che gli operatori del settore premono affinché il Governo si attivi e dia segnali concreti e finalizzati ad una più prossima ripresa.

Peppuccio Castagna