Cambia l’acconto sui redditi

Ditegli sempre di si, recitava una commedia di De Filippo. Una commedia incentrata sul tema della pazzia. Quella pazzia che vede coinvolto il nostro sistema fiscale. Non c’è pace per i commercialisti, che si vedono ogni giorno cambiare le carte in tavola da quel sistema fiscale che fa acqua da tutte le parti, quasi a voler indurre la categoria a commettere errori sui quali applicare quelle sanzioni che vanno ad ingrossare le tasche bucate del nostro sistema contabile.

L’ultima in termini di numero dovrebbe essere la riduzione del secondo acconto da versare entro il 2 di dicembre.

In cosa consiste la riduzione voluta dal legislatore? Come, oramai prassi consolidata, l’acconto, pari al 100% dell’imposta dovuta, si versa in due soluzioni. La prima pari al 40% dell’imposta dovuta entro il termine per il versamento del saldo, la seconda, pari al 60%, entro il 30 novembre dell’anno in corso.

Il legislatore, in uno slancio di grande umanità, vorrebbe proporre una riduzione del secondo acconto nella misura del 50% dell’imposta dovuta.

In pratica, considerata l’imposta dovuta per il 2018 pari ad euro 1.000, il secondo acconto dovuto non sarà euro 600 ma dovrà essere ricalcolato in euro 500.

Ma attenti il tutto va fatto solo ed esclusivamente per i contribuenti soggetti all’applicazione degli ISA.

Senza voler criticare il buonismo di chi scrive le leggi, accorre considerare che, il lavoro di calcolo del secondo acconto, sulla base dei dati storici, è stato già effettuato ed è in buona sostanza pronto per essere consegnato ai contribuenti.

Considerato che, e su questo nessuno può permettersi di sollevare contestazioni, il contribuente che viene a conoscenza della possibilità di versare, anche pochi euro in meno, alle fauci dell’erario, pretende di avere il ricalcolo dell’acconto, noi poveri servi dello stato dobbiamo mandare a ramengo tutto il lavoro finora fatto e sperare che nel giro di pochi giorni le case di software adattino i sistemi informatici e ripercorrere a ritroso quanto già si pensava concluso.

Ma come dire di no, anzi occorre dire sempre di si, ad un legislatore che mantiene viva la nostra attività professionale e che ci scarica di sopra una quantità industriale di adrenalina, quindi carta, penna e speranza di non commettere errori prepariamoci per quest’altra piccola novità.

Peppuccio Castagna