In quarantena i controlli Fiscali.

L’emergenza epidemiologica ha messo con le spalle al muro le imprese italiane.
Eppure un noto proverbio ci ricorda che “Non tutto il male viene per nuocere”.
A tirare un sospiro di sollievo, a causa dell’emergenza sanitaria, sono stati i contribuenti che non si hanno visto recapitare comunicazioni di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Quest’ultima, difatti,ha messo in stand by i controlli fiscali automatizzati, bloccando l’invio di lettere di compliance per le Lipe e di avvisi bonari.
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, nell’audizione di oggi 22 aprile con la Commissione Finanze e Attivitá produttive della Camera, ha affermato che più di 550 sono le comunicazioni messe in pausa per il Coronavirus.
Dunque i controlli fiscali sono in quarantena? Sostanzialmente si se si fa riferimento alle nuove comunicazioni che si sarebbero dovute inviare all’inizio della crisi sanitaria. Ma nello stesso tempo non c’è nessun provvedimento che congela l’obbligo di pagamento delle somme dovute sulla base delle comunicazioni ricevute dall’Agenzia prima dello Stop.
Per tale ragione, grande è la polemica creata riguardo agli avvisi bonari, esclusi dal DL Cura Italia.
Cari contribuenti, la quarantena finisce il 31 maggio. Dal 1º giugno l’Agenzia non dimenticherà sicuramente di inviare le oltre 550 comunicazioni messe in sospensione dal Covid-19.
Per il momento respiriamo un pó di aria di primavera. Con la mascherina naturalmente.

Angela Fontana