Dietrofront Forfait!

“Se il mondo fosse un gambero” recitava un vecchio Musical. Noi potremmo dire “Se il governo fosse un gambero”. Due passi avanti e uno indietro sul regime forfait per i contribuenti fino a 65.000 euro. E’ quanti si apprende dal sotto segretario all’Economia Pier Paolo Baretta e dal Vice ministro all’economia Antonio Misiani.

Dopo un primo out out all’applicazione della tassa piatta del 15% ai contribuenti con ricavi inferiori ai 65.000 euro, sembrerebbe che il governo stia studiando la possibilità di lasciare inalterata l’applicazione dell’imposta sostitutiva con alcuni accorgimenti del caso.

Infatti, sembrerebbe ci sia da parte del governo, dopo aver quadrato i conti con l’Unione Europea, l’idea di introdurre vecchi paletti, già previsti e applicati ai contribuenti minimi. Si tratterebbe del limite di cumulo tra ricavi di impresa e compensi da libera professione con redditi da lavoro dipendente e/o pensione. In particolare, il contribuente che si trova contemporaneamente a ricoprire la figura di lavoratore autonomo e di lavoratore subordinato e/o pensionato, l’accesso al regime semplificato è ammesso a patto che il reddito non superi i 30.000 euro annui.

Inoltre, altro limite, rispetto alla normativa vigente, è il costo massimo dei lavoratori dipendenti. Nella formulazione originale della norma, non era previsto alcun limite massimo di costo per la forza lavoro coinvolta. Oggi, sempre se la volontà si trasforma in norma, il limite massimo del costo da lavoro dipendente ammesso è pari ad euro 20.000.

Infine, non sembrerebbe esserci nessun limite, per come avveniva per il regime dei minimi, sull’importo massimo dei beni strumentali utilizzati in azienda.

Due osservazioni. Le limitazioni che si vogliono introdurre non fanno altro che invogliare i contribuenti ad una condotta poco lecita. Infatti, succederà che il lavoratore autonomo (professionista) che allo stesso tempo risulta essere dipendente pubblico e/o privato, pur di evitare il cumulo del reddito, farà di tutto per ridurre al minimo gli introiti derivanti dalla libera professione; allo stesso modo il contribuente che si vede costretto a limitare l’assunzione di lavoratori dipendenti nei limiti sopra indicati, troverà uno o più soluzioni per aggirare l’ostacolo, magari mediante assunzioni part-time oppure l’oramai dilagante nero.

Pertanto, la ricetta della nonna sarebbe quella di togliere paletti e barriere trovando soluzioni di contrasto all’evasione più mirati, lasciando così che la libera impresa possa ridare slancio all’economia di un paese in netta crisi.

Peppuccio Castagna