Il Governo stringe sul Pos

Già dal 2012 era stato introdotto l’obbligo per professionisti ed operatori commerciali di dotarsi di strumenti idonei per accettare pagamenti attraverso moneta elettronica. La legge 179/2012 all’articolo 15 non prevedeva alcuna sanzione su eventuali rifiuti, da parte degli operatori commerciali/professionisti o sulla mancata attivazione dello strumento elettronico.

L’attuale Governo, di contro, interviene in maniera decisa introducendo nell’articolo 15 della legge 179 il comma 4bis. La disposizione contenuta nel comma 4bis prevede una sanzione pari ad euro 30 che può essere aumentata di un ulteriore 4% in caso di rifiuto.

La netta posizione del governo si ricollega alla via, orami intrapresa dallo stesso, di ridurre al minimo l’utilizzo del contante. Per quanto la norma può essere condivisa, occorre però tenere conto di alcune perplessità sull’applicabilità pratica della stessa. In un paese dove la diffusione dell’internet ad alta velocità è capillare, non sussistono particolari problemi per l’attivazione di sistemi di pagamento elettronico. In un paese come il nostro, dove la diffusione non è poi così capillare, comincia ad essere seriamente problematico imporre l’utilizzo della moneta elettronica; senza poi considerare che in Italia i costi delle commissioni sono eccessivamente alti rispetto ad altre nazioni dove l’utilizzo della moneta elettronica è prassi. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che l’approccio con la moneta elettronica non rientra negli usi e nelle consuetudini di noi italiani, al contrario abbiamo una buona fetta di connazionali che non dispongono di un bancomat. Pertanto, prima di imporre dovremmo avere l’accortezza di educare i cittadini all’utilizzo della moneta elettronica attraverso una campagna di promozione che miri a ridurre al minimo le commissioni ed invogli gli operatori commerciali, non ad essere obbligati ad accettare il pagamento elettronico, ma a proporlo e quasi a pretenderlo. Solo in questo modo si rende un paese civile al pari delle altre nazioni.