E’ tempo di pagare

Scade il 2 dicembre il termine ultimo per versare, nelle casse dell’erario, il secondo acconto sui redditi che verranno dichiarati per l’esercizio 2019.

Con l’articolo 58 del DL 124/2019, il legislatore ha modificato, con decorrenza 2019, i termini di calcolo del secondo acconto, esclusivamente per i soggetti per i quali è prevista l’applicazione degli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale (ISA).

Nella precedente normativa, gli acconti di imposta, dovevano essere versati in due soluzioni. La prima, pari al 40% da versare in concomitanza al saldo imposte; la seconda pari al 60% da corrispondere entro il 30 novembre.

Le novità introdotte, non hanno interessato i tempi di pagamento che restano immutati, quanto le percentuali di versamento.

Infatti, l’articolo 58 ha stabilito che, il versamento va effettuato, sempre in due soluzioni, ma di pari importo. Pertanto, la scadenza del 30 novembre 2019, spostata al 2 dicembre, cadendo la scadenza naturale di sabato, richiede una rimodulazione dell’acconto già calcolato nella misura del 60%.

I contribuenti, che rientrano tra i soggetti destinatari degli ISA, nonché i contribuenti forfettari e i soci di società soggette ad ISA, dovranno ricalcolare l’acconto versando non più il 60% ma il 50%.

Tutto ciò non si traduce in un risparmio d’imposta, ma semplicemente si sposta l’esborso finanziario in sede di saldo 2019. Infatti, gli acconti versati per l’anno 2019 saranno pari al 90% dell’effettivo acconto dovuto (40% primo acconto versato + 50% secondo acconto da versare). La differenza (10%) dovrà essere corrisposta in sede di saldo.

Per capirci: acconto dovuto per il 2019 euro 1.000.

Secondo la precedente normativa l’acconto doveva essere versato nelle due soluzioni di cui il 40% (400 euro) i sede di saldo e il 60% (600 euro) il 30 novembre. Con l’applicazione dell’articolo 58, per il solo esercizio 2019 verrà versato un acconto minore. Infatti, al primo acconto già versato (euro 400) si andrà ad aggiungere il secondo acconto di euro 500 (50% del dovuto) per un totale di euro 900 su 1.000 euro di acconto effettivo. Tutto ciò, comporterà quella traslazione in avanti del 10% e quindi 100 euro in sede di versamento di saldo.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: “quale magagna ci sta sotto?” nessuna, se non la necessità per il governo attuale di spostare in avanti una entrata di cassa che serve per migliorare la situazione finanziaria a sostegno della manovra in fase di approvazione.

Quindi in definitiva, un risparmio oggi ipotizzato, si tradurrà in un maggiore esborso finanziario nel 2020 che andrà a sostenere la nuova manovra con la buona pace di tutti.

Pertanto, penna e calcolatrice alla mano per ricalcolare ciò che era già stato calcolato. In pratica un passo avanti e due indietro.

Peppuccio Castagna